Nella penisola iberica almeno 500 frantoi a rischio chiusura

I grandi avranno sempre più necessità di olive per garantire equilibri aziendali, i piccoli resteranno senza
Economia
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L’annuncio è di quelli sorprendenti: la penisola iberica, cuore dell’olivicoltura mondiale, vedrà scomparire da qui a 10 anni ben 500 frantoi tra oleifici che chiudono ed altre che si uniscono insieme. Lo rivela una ricerca promossa dall‘Università dell’Andalusia e guidata dall’esperto consulente del settore Juan Vilar.  Le motivazioni di questo drastico calo di frantoi vanno ricercate in strategia di mercato sempre più competitive e processi di lavorazione delle olive molto più efficaci che vedrà i grandi diventare sempre più grandi ed i piccoli sempre più piccoli, fino a scomparire. 

Situazione di partenza

Secondo lo studio, come riporta il sito Olimerca.com, nella penisola iberica esistono 2.219 frantoi, di cui 1.047 gestiti da cooperative e 1.172 da industrie olearie. In termini di percentuale, i primi rappresentano il 40% della produzione, i secondi il 60%. per una media di 7,4 milioni di tonnellate di olive lavorate negli ultimi 10 anni.

La media delle olive molite per frantoio per ogni annata olearia è stata pari a 3,3 milioni di chilogrammi e la differenza nella molitura media tra la stagione migliore e la stagione peggiore nel corso del decennio è stata di 1,5 milioni di chili. Questa differenza non è da poco, perché significa fino a 15 centesimi di differenza di costi al chilo per frantoio, con un margine minore o maggiore a seconda della zona e della composizione dei costi

Strategie degli oleifici 

Nel breve termine, evidenzia lo studio, la sola soluzione, in termini industriali, per riuscire a raggiungere un volume sufficiente a coprire i costi di produzione ed avere un margine utile, è aumentare sia il quantitativo di prodotto lavorato, che l’efficienza e l’efficacia dell’attività del frantoio. Chi si è specializzato ne ha infatti tratto beneficio, riuscendo a ricevere e gestire una maggiore quantità di olive da lavorare. Fatto questo che, inevitabilmente, ha trovato impreparate le aziende olearie che non avevano effettuato simili investimenti e che, viceversa, hanno pertanto trovato meno olive disponibili da lavorare. 

Crescita insufficiente

La crescita di oliveti nell’ultimo decennio nella penisola iberica è aumentata di poco più del 15%, un valore non sufficiente per poter fornire il necessario incremento della quantità di olive che richiedono tutti i frantoi nel loro processo produttivo (sarebbe dovuta crescere del 35% secondo lo studio). Emblematico il caso del Portogallo dove appena 8 frantoi lavorano il 46% della produzione totale di olive.  Ed anche in Spagna vi  sono frantoi che lavorano fino a 60 volte la media nazionale per frantoio. 

Tenendo conto di queste premesse, lo studio conclude prevedendo, a queste condizioni, che i frantoi orientati verso una strategia di economia di scala continueranno a crescere in volume di olive lavorate e di efficienza, a discapito di quanti – e ne sono stimati 500 – non riceveranno più un quantitativo sufficiente di olive per continuare la propria attività economica.

 

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Tags: Frantoi, in evidenza, Juan Vilar, pensiola iberica

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