Un killer silenzioso dell’olivo – che secondo una stima procura danni fino a 50 milioni di euro ogni anno all’olivicoltura europea – ha finalmente un volto, o meglio, una carta d’identità genetica completa. L’Università di Córdoba ha annunciato il successo del sequenziamento del genoma della Pseudocercospora cladosporioides, il fungo responsabile della maculatura fogliare (nota come “cercosporiosi” o “piombatura dell’olivo”), una patologia che, in alcune zone, è responsabile di defogliazioni massive e drastici cali della produzione.
La sfida del laboratorio: isolare l’invisibile

Fino ad oggi, questo patogeno era rimasto un enigma per la scienza. Il motivo? La sua estrema “timidezza” biologica. Il fungo è infatti notoriamente difficile da isolare al di fuori del suo ospite naturale e ancora più complesso da coltivare in vitro. Senza campioni di laboratorio, era impossibile ottenere DNA e RNA di qualità sufficiente per una mappatura precisa.
La svolta è arrivata grazie a un protocollo di isolamento innovativo messo a punto dal team di Juan Moral, ricercatore del Dipartimento di Agronomia. “La sfida principale è stata ottenere materiale genetico puro”, ha spiegato Moral. Una volta superato lo scoglio biologico, la palla è passata ai bioinformatici.
Un arsenale genetico da 14.000 geni
Combinando tecnologie di sequenziamento a breve e lungo raggio, i ricercatori hanno assemblato un genoma di 53 Mb (megabasi), identificando oltre 14.000 geni. Ma è nell’analisi di queste sequenze che sono emerse le scoperte più inquietanti e affascinanti. José V. Die, responsabile della componente genetica, ha evidenziato come il fungo possieda un vero e proprio “kit da scasso”:
- 491 geni dedicati esclusivamente alla degradazione della parete cellulare dell’olivo;
- 434 proteine effettrici che agiscono come inibitori, neutralizzando i sistemi di difesa naturali della pianta.
In pratica, il fungo non si limita a infettare, ma disarma attivamente l’olivo prima di demolirne le strutture cellulari.
Perché la malattia sta avanzando?
L’allarme degli esperti non riguarda solo la biologia, ma anche le scelte agronomiche. La diffusione della maculatura è accelerata da due fattori critici: l’introduzione di varietà altamente suscettibili, come il Frantoio, e le recenti restrizioni europee sull’uso del rame, storicamente il principale baluardo preventivo contro i funghi.
Senza la protezione del rame e con piante geneticamente vulnerabili, il fungo ha trovato terreno fertile. I segni del suo passaggio sono inconfondibili: macchie giallastre sulla parte superiore delle foglie e una caratteristica colorazione grigio-piombo sulla pagina inferiore, dovuta alla proliferazione dei corpi fruttiferi.
L’unione fa la forza: verso l’olivo del futuro
La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Plant Pathology, è il frutto del progetto europeo Gen4olive e della tesi di dottorato di Cristina Estudillo. “Ora disponiamo dello strumento fondamentale per creare varietà resistenti”, ha concluso Estudillo.
Il genoma, ora accessibile gratuitamente a tutta la comunità scientifica, fungerà da “mappa” per i programmi di miglioramento genetico. L’obiettivo non è solo curare, ma prevenire, tracciando l’evoluzione del patogeno e sviluppando strumenti di diagnosi precoce che possano salvare i raccolti prima che l’infezione diventi visibile a occhio nudo.


















